ultimi post su iobloggo.com Supporta iobloggo.com!
scheda blog  aggiungi ai preferiti 

30
apr
2008
18:17
La giornata successiva non migliorò di molto il suo umore e la cosa era evidente.
L'appuntamento era in un'altra provincia per le otto del mattino, questo significava solo una cosa per lui: sveglia all'alba
Ma questo fa parte del suo lavoro e lui ama il suo lavoro.. non era certo questo a scoraggiarlo.
La mazzata arrivò poco dopo le nove del mattino: "Driin, ciao.. qui è tutto fermo.. molla tutto e torna qui!"
Facile a dirsi.. ma non aveva il dono dell'obiquità, tanto meno poteva tralasciare quello che stava già facendo..
"non è mica meno importante!"

Cominciò a sospettare essere proprio la sua natura quella che lo fregava: salvare sempre capra e cavoli
come in quella scena in cui l'uomo ragno salva sia la bella che la gente
Ma lui non aveva la calzamaglia o forse non era un supereroe perchè cominciava a sentire gli strappi nell'animo, le rotelle nella testa che cedono, ogni nuovo squillo del cellulare è un sassolino in più per il suo carretto
A rincarare la dose ci pensò una vocina stridula che usciva dal detto apparecchio: "mi aveva assicurato che sarebbe venuto qui entro le cinque.. sono le cinque e venti!!"
Avrebbe avuto voglia di lanciare il cellulare lontano, avrebbe avuto voglia di chiudere tutto e invece, maledicendosi, concluse in fretta e salì in macchina

Era stufo.. ma bastò un nonnulla: un incontro fortuito in corridoio poco prima di uscire
"buona sera"
qualche chiacchiera formale, quando sentì le parole che aspettava da mesi:
"si si.. ho dato la mia parola e non mi tiro indietro. dirò all'avvocato di procedere con la rinuncia"

Usci dallo stabile con un sorriso stretto, come una paresi
Se ne accorse anche l'impiegata che lo stava attendendo furiosa.. ma si addolcì subito, chissà se per la faccia inebetita o perchè in 10 min aveva risolto la situazione lasciandola libera di andarsene finalmente a casa

Non era poi così importante.. questa volta tornò a casa sereno riflettendo su come basti così poco alle volte per stare meglio
una cosa era certa: non era affatto padrone della sua vita e men che meno della sua serenità

28
apr
2008
23:10

Spense il motore quando i fari illuminarono il muro che ormai aveva di fronte mentre la radio continuava a ciarlare senza tregua. La luce dei fari sul muro disegnava una riga del tutto assimmetrica: "cazzo.. si è bruciata un'altra volta.." Era la seconda lampadina nel giro di qualche settimana.

Del resto doveva aspettarselo: "le lampadine vanno sostituite sempre in coppia!".. gli pareva di risentire ancora la voce del meccanico. Non importa, questa volta l'avrebbe sostituita da se e non avrebbe detto nulla all'amico dell'officina per non sentirsi canzonato. Domani però.. non oggi.. oggi era troppo stanco.

Spense la radio interrompendo una di quelle odiose risate pre-registrate e propinate ad intervalli regolari. Fu subito silenzio.

Fu forse proprio quell'improvviso contrasto acustico a dargli quella sensazione di "casa". Finalmente a casa. Lungo il vialetto solo i suoi passi, qualche auto lontana e il chiachiericcio dei clienti della pizzeria poco lontana. Tutto sommato vivere in un paesino scordato persino dai moderni gps aveva i suoi vantaggi.

Quando finì di cenare, mezz'ora più tardi, il sole ormai si era nascosto del tutto dietro alla linea dell'orizzonte. pulì, riordinò la cucina e sbatte la tovaglia

Cosa gli restava da fare?

Tradito da quel fellonico pensiero una mandria inferocita di lavori sospesi travolsero la tranquillità della sua mente devastando irremediabilmente quell'equilibrio così precario lasciandolo solo e demoralizzato.

"No, oggi no. Oggi mi infilo nel letto e fino a domani mattina non se ne parla nemmeno". Non aveva ancora finito di realizzare quanto sopra che già il suo planario settimanale-mentale andava in tilt per una serie catastrofica di sovrapposizioni di appuntamenti e urgenze.

"Ho detto di no" si ripetè spegnendo la luce e rimboccandosi le lenzuola del lettone ma non fu abbastanza lesto perchè fece in tempo a prender posto anche la terribile compagnia del senso di colpa