Spense il motore quando i fari illuminarono il muro che ormai aveva di fronte mentre la radio continuava a ciarlare senza tregua. La luce dei fari sul muro disegnava una riga del tutto assimmetrica: "cazzo.. si è bruciata un'altra volta.." Era la seconda lampadina nel giro di qualche settimana.
Del resto doveva aspettarselo: "le lampadine vanno sostituite sempre in coppia!".. gli pareva di risentire ancora la voce del meccanico. Non importa, questa volta l'avrebbe sostituita da se e non avrebbe detto nulla all'amico dell'officina per non sentirsi canzonato. Domani però.. non oggi.. oggi era troppo stanco.
Spense la radio interrompendo una di quelle odiose risate pre-registrate e propinate ad intervalli regolari. Fu subito silenzio.
Fu forse proprio quell'improvviso contrasto acustico a dargli quella sensazione di "casa". Finalmente a casa. Lungo il vialetto solo i suoi passi, qualche auto lontana e il chiachiericcio dei clienti della pizzeria poco lontana. Tutto sommato vivere in un paesino scordato persino dai moderni gps aveva i suoi vantaggi.
Quando finì di cenare, mezz'ora più tardi, il sole ormai si era nascosto del tutto dietro alla linea dell'orizzonte. pulì, riordinò la cucina e sbatte la tovaglia
Cosa gli restava da fare?
Tradito da quel fellonico pensiero una mandria inferocita di lavori sospesi travolsero la tranquillità della sua mente devastando irremediabilmente quell'equilibrio così precario lasciandolo solo e demoralizzato.
"No, oggi no. Oggi mi infilo nel letto e fino a domani mattina non se ne parla nemmeno". Non aveva ancora finito di realizzare quanto sopra che già il suo planario settimanale-mentale andava in tilt per una serie catastrofica di sovrapposizioni di appuntamenti e urgenze.
"Ho detto di no" si ripetè spegnendo la luce e rimboccandosi le lenzuola del lettone ma non fu abbastanza lesto perchè fece in tempo a prender posto anche la terribile compagnia del senso di colpa